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THE GILDED CAGE: LA PIÙ RIVOLUZIONARIA STORIA DI SPIDER-MAN... MAI REALIZZATA!

una pin-up di Spider-Man realizzata
da Paul M. Smith


La storia dei personaggi dei fumetti, ovviamente, è fatta dalle avventure realizzate, pubblicate e usufruite dai lettori. Tra le pieghe della storia (e delle storie) di qualsiasi eroe ci sono però delle storie mai narrate; in alcuni casi si tratta di storie proposte dagli autori ma scartate, per i più motivi più disparati, dagli editor (basti pensare alla storyline della morte di Wolverine concepita da Chris Claremont, ciclo di episodi che avrebbe dovuto raggiungere il suo culmine narrativo nel numero 300 di Uncanny X-Men e che invece decretò l'abbandono della serie da parte dello scrittore), altre volte invece pur avendo avuto il beneplacito dalla casa editrice, si tratta di storie che sono andate perdute a causa di qualche intoppo produttivo. Queste ultime sono le avventure più singolari, che generano maggior rimpianto da parte degli appassionati perché in alcuni casi è possibile vederne un assaggio, gustarne un'effimera anteprima pur sapendo di non poter mai vedere l'opera conclusa.

In questa categoria si ascrive di sicuro la Graphic Novel Spider-Man: The Gilded Cage approvata e messa in produzione verso la metà degli anni '80 (quando la Marvel varò una collana di albi alla francese contenenti, in molti casi, storie autoconclusive e dal taglio più maturo, alcune delle quali, come Devil: Amore e Guerra, X-Men: Dio ama, l'uomo uccide, Spider-Man: Spiriti della Terra, sono poi diventati dei veri e propri classici).

Bob Layton
A occuparsi Spider-Man: The Gilded Cage avrebbero dovuto essere Bob Layton (testi), Paul Smith (disegni) e Barry Windsor Smith (chine) ma la graphic novel non vide mai la luce. A raccontare qualche retroscena ci ha pensato Bob Layton che ha spiegato:


"Quelle che vedete si seguito sono alcune tavole della Graphic Novel di Spider-Man 'Gilded Cage', opera che non è mai stata pubblicata che è stata scritta da me, disegnata da Paul Smith e inchiostrata da Barry. 

Si tratta di uno di quei progetti da sogno che, per una ragione o per l'altra, non ha mai raggiunto la sua completa conclusione. Durante la permanenza di Jim Shooter alla carica di Editor-In-Chief, fu lui ad approvare la mia idea di realizzare una storia molto adulta con Spider-Man, una storia che avrebbe lasciato degli strascichi sul personaggio e che alla sua conclusione ne avrebbe alterato, in qualche modo, le caratteristiche. Al fine di dare all'albo la massima attenzione e il massimo impatto possibili mi fu data l'opportunità di reclutare due dei più ricercati talenti al lavoro nell'industria del fumetto all'epoca - Paul Smith (disegni) e Barry Windsor-Smith (chine). Barry ci inviò moltissimi appunti e annotazioni alla storia, prima che questa arrivasse effettivamente in fase di produzione.  

Inutile dire che, con talenti di quel calibro, costantemente richiesti, il progetto partì molto lentamente, ciò nonostante Paul realizzò più di una ventina di pagine prima di essere estromesso dal lavoro per essere dirottato su altri incarichi. Sfortunatamente quelle pagine, così come tutto il resto della storia, finì per un periodo di tempo in una sorta di limbo. 

Alla fine, Tom DeFalco subentrò nel ruolo di Editor-In-Chief e decise che quella storia era troppo distante dalle atmosfere del ragno e che avrebbe alterato eccessivamente la vita del personaggio. Tenete presente che, prima di sedersi sulla poltrona più importante della Marvel, Tom era l'editor responsabile di tutte le serie di Spider-Man e aveva alcune serie preoccupazioni e dubbi riguardo il futuro del personaggio. 

Così, con una lacrimuccia che gli scendeva giù dagli occhi, DeFalco cancellò il progetto, pagò tutti per il lavoro svolto e poi ci disse di andarcene all'inferno fuori dal suo ufficio". 

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